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IL CASO PARMALAT:
CRONISTORIA BREVE E POSSIBILI RIMEDI

24 febbraio 2004 - contributo dell'Avv. Antonino Attanasio


Il Labirinto delle Finanziarie di Collecchio
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Schema Ricostruttivo de "Il Sole 24h"

 

1. La storia del caso Parmalat

Prima di affrontare la problematica legale inerente alla perdita totale o di parte rilevante dell’investimento rappresentato da azioni Parmalat Finanziaria S.p.A. ed obbligazioni emesse da Parmalat o da società facenti parte del gruppo Parmalat, è opportuno riepilogare i termini della vicenda così come desumibili dalle cronache giornalistiche.

La società Parmalat non ha potuto far fronte per intero al pagamento del prestito obbligazionario di una sua controllata, in scadenza l’8 Dicembre 2003 per un importo di 150 Milioni di Euro: le banche sono dovute intervenire in extremis finanziando i 25 milioni di Euro mancanti.

Il 19 dicembre 2003 una corrispondenza de “La Repubblica”, pubblicata sul sito Internet del quotidiano, riportava la vicenda secondo la cronologia che segue.

“E' iniziata poco meno di un anno fa la lunga crisi della Parmalat che ha portato oggi Enrico Bondi al comando del gruppo di Collecchio. Alla fine di febbraio, infatti, un bond da 300 milioni veniva bocciato dal mercato per mancanza di chiarezza dando i primi segnali della crisi di liquidità che avrebbe colpito l'impero dei Tanzi. Da allora dieci mesi vissuti pericolosamente:

- Febbraio. Il 26 la Parmalat annuncia un bond da 300 milioni rivolto a investitori istituzionali della durata di sette anni. La Borsa risponde con un crollo del titolo del 9% per mancanza di informativa sull'operazione: l'azienda cancella il bond e ribadisce la propria solidità.

- Marzo. Assogestioni bacchetta il gruppo per scarsa comunicazione. Il giorno dopo Tanzi annuncia un incontro a tutto campo con gli analisti in programma dopo il cda del 28. Il 12 annuncia un aumento di capitale da 80 milioni, per rimborsare un bond di fine 2002, da approvare all'assemblea di aprile. Il 21 il titolo mette il turbo in Borsa, sull'onda delle voci di un cambio ai vertici, smentite dalla società. Il 26 Fausto Tonna, in seguito al pasticcio del bond di febbraio, lascia l'incarico di direttore finanziario, sostituito da Alberto Ferraris e da Luciano del Soldato, ma rimane nel cda.

- Aprile. Il 10 la Parmalat annuncia un rapporto tra posizione finanziaria netta e patrimonio netto salito all'83%.
Il 30 il nuovo socio Philips Pensioenfonds Stichting (che detiene il 2,05%) chiede di migliorare la governance.

- Giugno. Sia Philips Pensioenfonds Stichting sia Nextra (Intesa) scendono sotto il 2% del capitale. Il 18 viene emesso un nuovo bond da 300 milioni, interamente comprato da Nextra.

- Settembre. Il gruppo annuncia che non emetterà nel medio periodo obbligazioni convertibili e obbligazioni nel breve periodo da collocare sul mercato retail, avviando un programma di parziale buy-back. Il 15 viene emesso un nuovo bond da 350 milioni interamente sottoscritto da Deutsche Bank. Lo stesso giorno Standard & Poor's rivede al ribasso, da positivo a stabile, l'outlook, confermando invece i rating del gruppo.

- 3 novembre. Ricapitalizzazione in vista per la Parmalat Spa: gli azionisti vengono convocati in assemblea il 24 dicembre per deliberare un aumento di capitale a pagamento da 400 a 500 milioni di euro.
- 6 novembre. La Consob, anche sull'onda della vicenda Cirio, chiede al gruppo di chiarire nella prossima trimestrale come intende rimborsare i bond in scadenza da qui al 2004.

- 10 novembre. La Parmalat risponde all'Autorità che i bond saranno rimborsati utilizzando la liquidità.

- 11 novembre. E' il primo vero giorno di passione della Parmalat story. La Deloitte & Touche esprime i suoi dubbi sull'investimento nel fondo delle Isole Cayman, Epicurum: il gruppo risponde respingendo le ipotesi di dissesto e ribadendo la propria solidità finanziaria. Ma a fine giornata Standard & Poor's pone sotto creditwatch negativo tutti i rating assegnati ai titoli Parmalat a causa dei dubbi relativi alla contabilità dell'azienda e alle modalità in cui ha investito la propria liquidità.

- 12 novembre. Il gruppo annuncia l'imminente smobilizzo della quota nel fondo Epicurum e resuscita in Borsa.

- 13 novembre. Nonostante l'uscita da Epicurum, S&P mantiene il creditwatch con implicazioni negative. Il titolo sale ancora.

- 14 novembre. Alberto Ferraris lascia la funzione di direttore finanziario e la direzione Finanza viene accorpata all'Amministrazione e Controllo diretta da Luciano Del Soldato.

- 25 novembre. Deutsche Bank sale al 5,15% del capitale.

- 27 novembre. Via libera dall'assemblea di Epicurum alla liquidazione della quota di Parmalat. Venduta la Parmatour ad Argho.

- 8 novembre. Scade il bond da 150 milioni di cui è in dubbio il rimborso. La Consob chiede al gruppo di dare informazioni e di rassicurare il mercato. Parmalat comunica che Epicurum non ha proceduto alla liquidazione della quota alla scadenza prevista del 4 dicembre. Titoli sospesi in attesa del cda del 9.

- 9 dicembre. Il Cda assicura che il bond verrà rimborsato entro il 15 dicembre, accoglie le dimissioni di Del Soldato e nomina Enrico Bondi superconsulente. Tanzi parla di "momento difficile" e assicura l'impegno della famiglia. S&P declassa Parmalat a livello di junk bond.

- 10 dicembre. S&P taglia il rating a livello CC/C e parla di rischio default. Tanzi e Bondi sono ascoltati dalla Consob. Tonna lascia il Cda e tutti gli incarichi nel gruppo. La relazione di Bondi arriverà a fine gennaio 2004.

- 11 dicembre. Alla riammissione in Borsa, il titolo perde oltre il 40%.

- 12 dicembre. Nel pomeriggio, dopo un ennesimo bagno di sangue a Piazza Affari annuncia che il bond da 150 milioni è stato rimborsato. Un successo raggiunto grazie soprattutto al superconsulente Enrico Bondi: dall'Erario e da un gruppo di banche arrivano rispettivamente 35 milioni come restituzione dell'Iva e 25 milioni.

- 15 dicembre
. Tanzi lascia cariche. Tutti i poteri affidati a Enrico Bondi che diventa presidente e ad del gruppo. Mandato a Mediobanca e Lazard per assistere la situazione economica e finanziaria del gruppo.

- 18 dicembre. Si bloccano i colloqui con Epicurum, facendo slittare la possibilità di rientrare in possesso dei 500 milioni di euro svaniti, che il fondo avrebbe dovuto mettere a disposizione.

- 19 dicembre. Nuovo scivolone in borsa dopo che Bank of America ha negato la l'esistenza di liquidità della Parmalat per 3,9 miliardi di euro, di pertinenza di Bonlat.”
(http://www.repubblica.it/online/lf_primo_piano/031219parmalat_cronologia/cronologia/cronologia.html)

Il Tribunale di Parma con sentenza del 27 dicembre 2003 ha accertato lo stato di insolvenza di Parmalat spa, visti gli artt. 1, 2 e 4 del D.L. 23.12.03 n.347 e 8 D.Lgsl. 8 luglio 1999 n.270. Con decreto del Ministro delle Attività Produttive del 24 dicembre 2003, la società Parmalat SpA è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria di cui al D.L. 23.12.03 n. 347

2. Una nuova legge per affrontare le grandi imprese in crisi

Con Decreto Legge 23 dicembre 2003, n.347, recante Misure urgenti per la ristrutturazione industriale di grandi imprese in stato di insolvenza. (GU n. 298 del 24-12-2003) convertito con modifiche l'11 febbraio 2004 ed in attesa di pubblicazione sulla G.U. il Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2003 ha approvato un provvedimento che consente di intervenire in situazioni di insolvenza di grandi aziende con oltre mille dipendenti e un debito superiore a 1 miliardo di euro.

Il decreto legge consente un accelerato avvio e svolgimento delle procedure di gestione dello stato di insolvenza, garantendo la ristrutturazione dell’impresa e del gruppo di cui fa parte, assicurando la continuazione ordinata delle attività industriali senza dispersione dell'avviamento, tutelando i creditori ed il regolare svolgimento del mercato.

Con proprio decreto il Ministro delle attività produttive provvede, valutati i requisiti per l'ammissione immediata dell'impresa alla procedura di amministrazione straordinaria, alla nomina del commissario straordinario, con le modalità di cui all'articolo 38 del decreto legislativo n. 270 in conformità ai criteri fissati dal medesimo Ministro.

Il commissario straordinario svolge anche le funzioni attribuite al commissario giudiziale di cui al decreto legislativo n. 270 e, sino alla dichiarazione dello stato di insolvenza, provvede all’amministrazione dell’impresa, compiendo ogni atto utile all’accertamento dello stato di insolvenza.

Entro il termine di sessanta giorni dalla data del decreto di nomina, il commissario straordinario deposita presso il tribunale una relazione, corredata dai documenti e dalle informazioni indicate dall'articolo 5 del decreto legislativo n. 270; tale termine può essere prorogato dal tribunale, su richiesta motivata del commissario, una sola volta e per non più di ulteriori sessanta giorni. Il commissario straordinario può richiedere al Ministro delle attività produttive l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria di altre imprese del gruppo, presentando contestuale ricorso per la dichiarazione dello stato di insolvenza al tribunale.

Entro centottanta giorni dalla data del decreto di nomina, il commissario straordinario presenta al Ministro delle attività produttive il programma di cui all'articolo 54 del decreto legislativo n. 270, redatto secondo l'indirizzo di cui all'articolo 27, comma 2, lettera b), del decreto medesimo.

Contestualmente, il commissario presenta al giudice delegato la relazione contenente la descrizione particolareggiata delle cause di insolvenza, prevista dall'articolo 28 del decreto legislativo n. 270, accompagnata dallo stato analitico ed estimativo delle attività e dall’elenco nominativo dei creditori, con l’indicazione dei rispettivi crediti e delle cause di prelazione. Nel programma di ristrutturazione il commissario straordinario può prevedere la soddisfazione dei creditori attraverso un concordato, di cui deve indicare dettagliatamente le condizioni e le eventuali garanzie.

Il concordato può prevedere:

a) la suddivisione dei creditori in classi, secondo interessi economici omogenei; la possibilità di costituzione di autonome classi per i piccoli creditori e per i possessori di obbligazioni emesse o garantite dalla società in amministrazione straordinaria;

b) trattamenti differenziati fra creditori appartenenti a classi diverse;

c) la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei creditori attraverso qualsiasi forma tecnica, in termini di scadenza, tasso d’interesse e presenza di eventuali garanzie reali e personali; in particolare, la proposta di concordato può prevedere l’attribuzione ai creditori, o ad alcune categorie di essi, di azioni o quote, ovvero obbligazioni, anche convertibili in azioni o altri strumenti finanziari e titoli di debito.

L’accertamento del passivo è improntato a criteri di massima celerità e speditezza. Esso avviene secondo le disposizioni di cui all’articolo 53 del decreto legislativo n. 270 e, ove depositati, sulla base delle risultanze degli elenchi provvisori dei creditori.

Il commissario straordinario può proporre le azioni revocatorie previste dall'articolo 49 del decreto legislativo n. 270 anche dopo l'autorizzazione alla esecuzione del programma di ristrutturazione, purchè funzionali, nell'interesse dei creditori, al raggiungimento degli obiettivi del programma stesso.


3. Profili di recupero di quanto investito

In caso di salvataggio sotto il profilo industriale del gruppo Parmalat , gli azionisti sono destinati alla perdita totale del proprio investimento e per gli obbligazionisti si profilano perdite stimate ad oggi in oltre l’80 % del capitale investito.

Le iniziative che si profilano come praticabili con diverso grado di difficoltà sono le seguenti.

a) L’insinuazione al passivo
Occorre comunicare al Tribunale di Parma di vantare un credito, costituito appunto dall’obbligazione sottoscritta, nei confronti del Gruppo Parmalat. La mancata insinuazione al passivo comporta l’impossibilità di partecipare alla ripartizione tra i creditori della liquidità realizzata con la procedura di amministrazione straordinaria.

b) La denuncia penale
La Procura di Milano - si veda anche il sito http://www.procura.milano.giustizia.it/ - ha aperto un procedimento penale N. 44206/03 R.G.n.r./Mod. 21 per valutare i profili penali delle operazioni di investimento ai fini della configurazione del reato di aggiotaggio (art. 2637 del Codice Civile). Ai fini della denuncia occorre esporre la tipologia dell’investimento effettuato, indicando la denominazione dello strumento finanziario (acquistato e/o venduto): azione e/o bond, la data di esecuzione dell'operazione di investimento, la quantità acquistata (o venduta), il prezzo. Occorre precisare anche le modalità dell’investimento. La denuncia può agevolare le indagini ma non è funzionale al risarcimento del danno perché occorre anche la successiva costituzione di parte civile nei procedimenti penali.

c) Le cause civili.
E’ possibile percorre anche la strada delle cause civili contro altri soggetti diversi dalla Parmalat S.p.A. (che è ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria): banche, società di revisione, agenzie di rating, enti tenuti a vario titolo alla vigilanza. L'apertura di una causa contro tali soggetti però va valutata caso per caso, considerando le modalità dell’investimento e la sussistenza nel caso concreto di precisi obblighi di legge che possono costituire una fondata base per l’imputazione di precise responsabilità in relazione ad ipotesi di comportamenti omissivi e comunque di profili di illiceità.

d) L’esercizio dei diritti di azionista od obbligazionista nelle assemblee.



24 febbraio 2004

Avvocato Antonino Attanasio

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