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Conferenza stampa dei Ministri Fassino e Bassanini durante il Consiglio dei Ministri n. 48 del 26-1-2001

PIERO FASSINO,Ministro della Giustizia. Il Consiglio dei Ministri è stato un Consiglio rapido, riguardo e sull' insieme dei provvedimenti riferirà  il Ministro Bassanini.

Io vorrei sottolineare all' attenzione della stampa, un provvedimento importante proposto dal Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero della Funzione Pubblica, e varato dal Consiglio dei Ministri, vale a dire lo schema di Regolamenti di decreto del Presidente della Repubblica, concernente il Regolamento sull' uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo inerente alla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti.

In altri termini, un giusto utilizzo del processo telematico nelle tre dimensioni giurisdizionali, poc'anzi accennate, molto importanti: il processo civile, il processo amministrativo e il processo alla Corte dei Conti.

Si tratta, quindi, di un provvedimento di grande importanza, in quanto rappresenta un passaggio, direi, quasi d'epoca. Fino ad oggi, difatti, tutta l' attività della Giurisdizione è avvenuta secondo metodologie tradizionali e cartacee. Mediante l' approvazione di questo Regolamento e quindi, l' utilizzo delle moderne tecnologie informatiche e digitali, noi attueremo la trasformazione del processo delle modalità  di procedure processuali.

Questo provvedimento gode, inoltre, di uno stanziamento finanziario significativo che testimonia l' importanza attribuitagli; in particolare, nel piano triennale 2000-2002 previsto dalla AIPA, sono stati previsti 13 miliardi per l' anno 2000, spesi per implementare tutte le attività  istruttorie, in modo da permettere il decollo dell' applicazione del Regolamento, e 24 miliardi per il triennio 2001-2003 per la realizzazione del processo telematico. L' onere globale ammonta a 37 miliardi, una cifra decisamente non irrisoria.

Non solo, ma la realizzazione di questo provvedimento, che avvia tutta la telematizzazione del processo, è strettamente connessa ad un provvedimento, non meno importante, assunto dal Consiglio dei Ministri, qualche tempo fa, relativo alla firma digitale e, quindi, alla identificazione sicura del personale di Magistratura e del personale amministrativo che deve gestire il processo telematico.

Quest'altro progetto, riguardo la firma digitale e l' identificazione sicura dei soggetti attivi del processo, ha un onere, nell'arco del triennio, pari a 12 miliardi. Quindi, come potete facilmente calcolare, la realizzazione di questo processo telematico, nei prossimi tre anni, impegnerà  risorse per non meno di 50 miliardi, a testimonianza dello sforzo particolare che l' Amministrazione sta facendo.

Questo provvedimento fa parte di uno sforzo complessivo che da mesi ci sta impegnando per dare efficienza al sistema giudiziario. Uno stadio che passa per l' accelerazione di cospicui investimenti nel settore dell' edilizia giudiziaria, ivi compreso il cablaggio di tutte le nostre sedi in funzione appunto dell' utilizzo degli strumenti telematici. E' uno sforzo di efficienza che passa per un adeguamento del personale, sia di magistratura che del personale amministrativo, che stiamo realizzando. E' uno sforzo che tende con forza alla realizzazione di un grande processo di accelerazione dell' informatizzazione di tutta l' amministrazione giudiziaria, di cui la telematizzazione del processo fa parte.

Il processo telematico ha già  una sede sperimentale, luogo in cui si sta lavorando alacremente per far decollare questo processo con rapidità : il Distretto Giudiziario di Bologna, in particolare il Circondario del Tribunale di Bologna. Sede nella quale è in corso, ormai da due anni, il progetto Polis, il primo progetto sperimentale di applicazione del processo telematico che, poi, potrà  via via diffondersi e avviarsi negli altri distretti giudiziari del Paese.

Naturalmente questo processo di telematizzazione non soltanto consente di dare una maggiore efficacia, rapidità e snellezza alla attività giudiziaria, ma comporta anche una complessa opera di riqualificazione del personale, che anch' esso è in essere, tant'è che, nella legge di Bilancio Finanziaria approvata dall' emendamento su proposta del Governo qualche settimana fa, l' insieme delle risorse per la formazione informatica e telematiche del personale del Ministero della Giustizia è, forse, la voce principale del capitolo dedicato alla formazione.

Questo Regolamento, che abbiamo approvato, si accompagna ad altri due Regolamenti di informatizzazione già  approvati nei mesi scorsi: il Regolamento di informatizzazione dei casellari giudiziari ed il Regolamento di informatizzazione degli archivi. La nostra chiara intenzione è, quindi, quella di completare un processo di informatizzazione dei tasselli principali dell' amministrazione della giustizia.

Il programma va inscritto ma informarvi è compito del Ministro Bassanini, naturalmente, nel più vasto programma della e-government, l' azione di informatizzazione e telematizzazione della pubblica amministrazione che il Consiglio dei Ministri ha varato lo scorso anno e su cui, negli ultimi mesi, c'è stata una forte accelerazione sotto l' impulso del Ministero della Funzione Pubblica.
 
 

FRANCO BASSANINI, Ministro della Funzione Pubblica. Aggiungo che, come ha già  accennato il Ministro della Giustizia, cominciamo a vedere gli effetti di una politica, perseguita durante questi anni, di forte ammodernamento. Se, oggi, è possibile utilizzare pienamente la firma digitale, il merito va al nostro impegno che ha permesso al nostro Paese di essere il primo ad averla introdotta, riconoscendone la validità  giuridica, già  dal 1997, con il Governo Prodi. Siamo stati il primo Paese a dettare le regole applicative della firma digitale.

Operano, in questo momento, otto società  di certificazione della firma digitale, che sono società private; e, quindi, in questo momento è possibile pienamente utilizzare la firma digitale come strumento formidabile per informatizzare tutti i processi, anche i più delicati, come quelli affrontati dall' amministrazione della giustizia.

Credo che possiamo rivendicare, sotto questo profilo, una posizione di sostanziale avanguardia, visibile anche in altri settori. Siamo il Paese d' Europa che ha la più avanzata informatizzazione dell' amministrazione fiscale, in quanto da quest' anno il 100% dei documenti delle dichiarazioni fiscali, cioè 40 milioni all' anno più 200 milioni di documenti connessi, sono inviati tramite via telematica all'amministrazione fiscale e trattati elettronicamente. Il paese in Europa che ci segue è la Finlandia che è vicina all' 80%. Tutti gli altri sono più arretrati.

Quindi, come giustamente diceva il Ministro della Giustizia, si inquadra questo in un lavoro organico, eseguito dal Governo, che adesso consente di vederne gli effetti. Voglio ribadire questo concetto, anche, perchè vedo emergere, assistendo a programmi elettorali di qualche forza politica, l' idea che bisogna, ancora, modernizzare l' amministrazione usando le tecnologie informatiche, quando è un impegno, e vorrei che tutti lo constatassero, che non è già stato portato a termine, ma in effetti è già a buon punto e offre, inoltre, un servizio a livelli eccellenti.
La seconda osservazione, a cui pure accennava il Ministro della Giustizia, riguarda il fatto che questo Regolamento costituisce uno strumento fondamentale anche per lo smaltimento dell' arretrato della giustizia amministrativa. Esso darà  un contributo fortissimo alla giustizia penale e civile e, nonostante un arretrato di novecentomila processi amministrativi, completerà  un disegno che è determinato dalla riforma della giustizia amministrativa approvata l' estate scorsa da questo Governo e dal Parlamento, con la conseguente accelerazione dei processi amministrativi e la razionalizzazione di tutta l' attività  della giustizia amministrativa, e dal piccolo disegno di legge approvato la settimana scorsa per le sezioni stralcio, cioè lo smaltimento dell'arretrato e il potenziamento delle strutture della giustizia amministrativa.

Un insieme di misure organiche che definiscono un progetto, anche secondo gli addetti ai lavori, i magistrati dei TAR e del Consiglio di Stato, che dovrebbe consentire, nel giro di quattro o massimo cinque anni, di smaltire questo enorme arretrato che ci portiamo alle spalle da qualche decennio.

Io sono qui anche per un' altra ragione: voglio dirvi che è stato approvato un pacchetto di Regolamenti di semplificazione. Uno di questi è molto importante, dato che riguarda centinaia di migliaia di italiani, o addirittura qualche milione, ed è stato approvato definitivamente, quindi entrerà  in vigore tra qualche settimana, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, avendo già avuto il parere favorevole da parte dalle Commissioni Parlamentari e del Consiglio di Stato. Esso riguarda la semplificazione di un blocco di procedimenti disciplinati dal Testo Unico di pubblica sicurezza di gente, quello del 1931; si tratta di una massa enorme di autorizzazioni e di licenze di PS per lo svolgimento di attività  imprenditoriali, le dichiarazioni di agibilità  dei locali di pubblico spettacolo, il rilascio della licenza per la collezione di armi.

Della prima categoria fanno parte i procedimenti collegati all' esercizio di una serie di attività come la gestione e la tenuta di esercizi pubblici, gli spettacoli, le attività  delle agenzie, le tipografie, le affissioni, i mestieri girovaghi, gli operai e i domestici. Queste sono attività  che sono soggette ad autorizzazione di pubblica sicurezza che era sinora ottenuta con una richiesta annuale. Ogni anno, quindi, centinaia di migliaia di italiani che gestiscono un bar, una tipografia o altre attività simili, dovevano rinnovare la licenza di PS.

Si stabilisce, con questo nuovo pacchetto di Regolamenti semplificativi, che queste autorizzazioni di Polizia assumono un carattere permanente. In questo modo si semplifica la vita a questi numerosi lavoratori italiani e si alleggerisce anche un lavoro puramente burocratico delle forze dell' ordine, in particolare della Polizia di Stato, che potrà dedicarsi più facilmente ai suoi compiti fondamentali di lotta alla criminalità .

Si prevede, inoltre, che la licenza di Polizia non sia più necessaria in una serie di casi in cui le attività  imprenditoriali siano già  soggette a specifiche autorizzazioni o licenze dovute a quel tipo di attività . A questo punto, la vecchia autorizzazione dei PS è assorbita nell' unica autorizzazione specifica. Anche questo rappresenta una semplificazione notevole che agisce su un doppio fronte: alleggerire i cittadini e gli imprenditori e, nel contempo, semplificare il lavoro della Polizia di Stato per l' adempimento di queste attività  burocratiche.

Si prevede, ancora, che le norme sulla semplificazione delle certificazioni, quelle concernenti l' autocertificazione, possano essere utilizzate anche per questi tipi di autorizzazione, che, cosicchè, da un lato diventano permanenti e non più annuali e dall' altro, con questa disposizione, si possono ottenere con maggiore facilità . Naturalmente l' autorità  di Polizia verificherà  l' autenticità  delle autocertificazioni.

Il Regolamento prevede anche tutta una serie di altre importanti norme, come i registri, per esempio, di PS, nei quali sono annotate tutte queste autorizzazioni, che potranno essere informatizzati. Finora non era possibile. Naturalmente, le norme prevedono le relative disposizioni per avere il backup di questi registri, le vidimazioni, eccetera, in quanto si tratta di passare dall' utilizzo di supporti cartacei a quelli informatici, che sappiamo tutti essere più rapidi, più efficienti e più flessibili rispetto alla gestione dei registri cartacei e, inoltre, occupano molto meno spazio negli archivi.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, inoltre, una serie di altri Regolamenti di semplificazione. Vi cito quello le cui norme semplificano, con efficacia immediata in quanto è  un esame definitivo, il procedimento per l' alienazione di beni mobili dello Stato. Oggigiorno è molto complicata la procedura, che lo Stato deve seguire, per la vendita di beni mobili, come ad esempio computer che non servono più, in quanto obsoleti, e pertanto sostituiti da macchine più moderne ed efficienti. E' realmente complicata l'' operazione sia di vendita, per ricavare una somma in denaro, sia di rottamazione. Occupano stanze e cantine, proprio perchè è particolarmente complicata la procedura che permette di liberarsi di questi beni. Noi l' abbiamo drasticamente semplificata.

Infine, in merito alla parte di mia competenza, vi comunico che il Consiglio dei Ministri ha espresso parere favorevole sul contratto di lavoro 2000-2001 del personale dei Ministeri. E' solo il primo dei contratti di lavoro della nuova tornata e che viene all' approvazione del Consiglio dei Ministri, in quanto è previsto che ad esso ne segui una serie dato che, sulla base delle risorse predisposte dalla legge finanziaria, l' iter di approvazione dei contratti, in ritardo di un anno rispetto alla scadenza dei precedenti contratti, adesso è molto semplice e rapido.

D. Ma si riferiva anche alle armi?

FRANCO BASSANINI.In realtà , c'è una serie di semplificazioni, come quella riguardante, per esempio, la possibilità di possedere una collezioni di armi. Le regole stabiliscono che queste armi non devono essere tenute in condizioni tali che possano essere utilizzate, tipo le vecchie armi storiche mantenute necessariamente scariche.

Anche in questo caso, dove era prevista una licenza annuale, adesso basterà  richiederne una permanente. Non capisco la ragione per cui bisogna ripetere annualmente una certificazione che preveda un' autorizzazione per il possesso di vecchie armi detenute come elemento di arredamento.

Vorrei, comunque, dirvi, per smentire un'incredibile falsità  riportata oggi su di un giornale, che il Governo sta portando a termine, come potete constatare, con molta determinazione ed in tempi rapidi, il programma di ammodernamento di tutte le strutture dello Stato.
Coloro che promettono di essere pronti a cambiare le strutture statali nell' arco di dieci anni, non si rendono conto che, in questi cinque anni, abbiamo già fatto moltissimo e che, quindi, se saremo messi in condizioni di continuare, potremo completare il nostro programma nel giro di due o tre anni e non di più.

Non è vero che il Governo non sia pronto per l' attuazione della riforma del Governo e dei Ministeri che ridurrà  il numero dei Ministeri a 12. E' tutto pronto, l' 80% dei Regolamenti di organizzazione è stato fatto, siamo ormai in dirittura d' arrivo anche per gli ultimi ritocchi; ne ho parlato in Parlamento, difatti gli atti parlamentari sono già verificabili. Si è, purtroppo, utilizzato, estrapolandolo da un contesto chiarissimo, un errore tipografico, peraltro tempestivamente corretto, oggi stesso, dagli uffici della Camera, per sottolineare il fatto che il Governo non sarebbe ancora pronto per questa riforma.

Ho, invece, dimostrato che siamo pronti e, nella seduta di mercoledì della Commissione parlamentare per le riforme amministrative, consultabile sul bollettino delle Commissioni della Camera dei Deputati, potete anche trovare, precisamente alla pagina 202, il resoconto della mia relazione, la quale documenta che l'attuazione della riforma del Governo è in linea con i tempi e con le previsioni. Potete trovare, anche, le dichiarazioni dei rappresentanti dell' opposizione che danno atto onestamente di questo al Governo e, anzi, lo invitano ad andare avanti.

Probabilmente questi rappresentanti dell' opposizione non erano stati informati del fatto che il loro capo ha evidentemente qualche problema di poltrone da distribuire e, pertanto, preferirebbe che la riforma del Governo non si facesse, senza perciò assumersi la responsabilità di criticare una riforma giusta e popolare, che porta le dimensioni del nostro Governo in linea con quelle degli altri maggiori Paesi europei: Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna.

Tutti questi Paesi hanno un Consiglio dei Ministri formato, tra Ministri con portafoglio e Ministri senza portafoglio, da un numero variabile tra i 15 e i 20. In tal modo sarà  esattamente configurato quello del Governo italiano, tra Presidente del Consiglio, Vice Presidente del Consiglio, Ministri con portafoglio e qualche Ministro senza portafoglio.

Tutti i grandi Paesi europei hanno questo tipo di organizzazione interna. Ultimamente il Giappone ha deciso di ridurre i suoi Ministeri da un numero di 23 a 13.
Quindi, come potete notare, un numero molto vicino ai nostri 12.

D. Per quanto riguarda il ponte sullo stretto di Messina?

FRANCO BASSANINI. Era in corso, in questo momento, la discussione del Consiglio dei Ministri in merito, ma ci è stato chiesto di scendere a fare queste comunicazioni.

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