aggiungi il nostro sito ai tuoi preferiti
See who's visiting this page. View Page Stats

Art. 3 dello Statuto “l'Associazione ha lo scopo di promuovere ed aggiornare la cultura giuridica e forense; valorizzare l’Avvocatura, anche nei suoi aspetti previdenziali; analizzare i problemi che  coinvolgono l’attività professionale della classe forense e proporre soluzioni alle competenti Autorità; divulgare i diritti di difesa della persona; promuovere lo sviluppo delle comunicazioni finalizzato all’esercizio della professione degli Avvocati anche attraverso la creazione e la gestione di una rete informatica…; collaborare con Autorità, Enti ed Associazioni; incoraggiare studi, pubblicazioni, manifestazioni, mostre ed esposizioni”.
 

   

IL MATRIMONIO….ED IL SUO ANNULLAMENTO!!!
contributo dell'avv. Antonella Angelillo
23.09.2005

e-mail: antonellaangelillo@inwind.it

Parlare di matrimonio oggi, quando non soltanto si mette in crisi la visione che ne ha e propone la Chiesa, ma addirittura si giunge ad affermare che esso non ha più ormai valore per l’uomo che sta per affacciarsi alla soglie del terzo millennio, potrebbe sembrare voce che grida nel deserto, se non proprio affrontare argomento di nessuna attualità e comunque al di fuori dell’orizzonte della cultura dominante.

Il matrimonio comporta una relazione giuridica tra due soggetti, i quali, non soltanto previamente nell’emettere il proprio consenso conscio e libero devono essere in possesso delle facoltà psichiche che danno origine al vincolo stesso, ma anche e soprattutto nel porre in atto quella relazione, cioè nel far sì che essa si realizzi esistenzialmente, devono trovarsi in condizioni psico-fisiche tali da poter esercitare i conseguenti doveri e di recepire i diritti specularmente a quelli connessi: di costruire la comunità di vita e di amore quale è il matrimonio, in sinergia l’uno con l’altro coniuge, entrambi intenzionalmente aperti alla trasmissione di vita e di altri esseri.

Il quadro che la realtà odierna ci offre sembra diametralmente opposto a questa concezione del matrimonio.

La realtà che viviamo ha un contenuto di fallimenti matrimoniali altissimo, di unioni coniugali che durano talora lo spazio di qualche settimana, e conseguentemente di separazioni e di divorzi e di ulteriori nozze celebrate fuori dalla Chiesa.

Nei processi di nullità matrimoniali nell’ambito dei Tribunali Ecclesiastici sempre più frequentemente vengono addotti motivi di carattere psicologico, da una parte ci si appella ad una mancanza di maturità psichica, la quale avrebbe impedito una piena comprensione e libera accettazione della natura e dei diritti e doveri inerenti al matrimonio; dall’altra, si pretende non esservi stata capacità di adempiere gli obblighi matrimoniali, conseguentemente ad una causa di natura anch’essa psichica.

Tale problematica giudiziaria riflette una situazione di come ci si appresti alle nozze: con mancanza di una sufficiente coscienza di ciò che il connubio comporta, e con impreparazione a mettere in atto quelli che sono gli obblighi liberamente assunti.

Non è vero che ci troviamo di fronte ad un’umanità psichicamente malata, ma la società odierna non aiuta a far maturare l’individuo sul piano esistenziale né su quello relazionale: per cui l’uomo resta profondamente fanciullo, non forgiato ai grandi impegni propriamente a lui specifici di relazione, richiedenti saldezza di carattere, di chiarezza progettuale.

Su altri motivi vengono spesso oggi fondate le cause di nullità di matrimonio dinnanzi ai Tribunali della Chiesa: essi sono prevalentemente costituiti dall’assenza nei nubenti di una intenzione adeguata alla natura, alla finalità, alla sacramentalità del matrimonio.

Ai Tribunali Ecclesiastici è demandato il compito di accertare se qualcosa, oggettivamente o soggettivamente abbia impedito il sorgere di un vero vincolo coniugale, agli avvocati (civilisti ed ecclesiastici) che “accompagnano” le coppie in difficoltà è chiesto di comprendere che solo l’incapacità, e non già la difficoltà a prestare il consenso ed a realizzare una vera comunità di vita e di amore, rende nullo il matrimonio.

Il fallimento dell’unione coniugale, non è mai in sé una prova per dimostrare tale incapacità dei contraenti, i quali possono aver trascurato o usato male i mezzi sia naturali che soprannaturali a loro disposizione, oppure non aver accettato i limiti inevitabili ed i pesi della vita coniugale.

E’ per questo che l’avvocato deve aiutare le coppie a far riscoprire i valori irrinunciabili dell’istituto matrimoniale e familiare, attraverso i quali soltanto l’uomo potrà ritrovare la propria dignità, la propria identità, ed in fondo se stesso.

Avv. Antonella Angelillo
Avvocato matrimonialista
Difensore nei Tribunali Ecclesiastici

70021 - Acquaviva delle Fonti (BA)
Via Michelangelo Caravaggio n° 41
Tel / fax 080.762784
Cell. 349.5812090
e-mail: antonellaangelillo@inwind.it

Questo sito è curato dagli Avvocati Tommaso Milella e Vito Pasciolla
Copyright©2001-2005
hosted by