aggiungi il nostro sito ai tuoi preferiti
See who's visiting this page. View Page Stats

Art. 3 dello Statuto “l'Associazione ha lo scopo di promuovere ed aggiornare la cultura giuridica e forense; valorizzare l’Avvocatura, anche nei suoi aspetti previdenziali; analizzare i problemi che  coinvolgono l’attività professionale della classe forense e proporre soluzioni alle competenti Autorità; divulgare i diritti di difesa della persona; promuovere lo sviluppo delle comunicazioni finalizzato all’esercizio della professione degli Avvocati anche attraverso la creazione e la gestione di una rete informatica…; collaborare con Autorità, Enti ed Associazioni; incoraggiare studi, pubblicazioni, manifestazioni, mostre ed esposizioni”.
 

   


Rc auto: "Risarcimento e Analisi Economica del Diritto"
Lettera aperta dell'Avv. Patrizio Galeotti

contributo del 05/02/03

Riguardo al problema dei rimborsi R.C.A., volevo proporre alcune riflessioni critiche su quanto si sente dire in questi giorni.

In primo luogo si sostiene che le assicurazioni resisteranno "fino in Cassazione", molti cittadini ci credono, ma non ci si può nascondere che, data l'esiguità del risarcimento richiesto, che quasi mai supera i 1.000 euro, il Giudice di pace dovrà, gioco forza, giudicare secondo equità, cosa che comporta automaticamente l'impossibilità di ricorrere per Cassazione, a meno di non essere in presenza di violazioni di norme di procedura o di principi fondamentali dell'ordinamento, cosa rara in queste cause.

Il sospetto è che l'atteggiamento delle assicurazioni sia una specie di 'bluff', un modo di volgere a proprio favore l'ignoranza della gente.

Però bisogna considerare anche altre cose, così come Carlo M. Cipolla insegna.

Analizzando le cose del mondo e quelle della giustizia anche secondo il metodo dell'analisi economica del diritto, vengono in luce aspetti assai interessanti della vicenda, se non, per così dire, inquietanti.

Così ci si può domandare se le assicurazioni non ricaricheranno piano piano le somme perdute sulle polizze di chi ha chiesto ed ottenuto il rimborso, in modo graduale ed invisibile....

Inoltre c'è da chiedersi, in relazione ai milioni di ricorsi che le associazioni dei consumatori incitano a fare, quanti miliardi in spese legali frutteranno alle stesse (alias agli avvocati da loro scelti).

Facciamo due conti.

Se propongo 1000 ricorsi tutti uguali, e ne vinco la metà, anche se su quelli persi non chiedo niente, e sugli altri prendo il minimo (circa 200 o 300 euro), quanto mi metto in tasca? 200X500= 100.000 euro.......! quasi quasi faccio richiesta alle associazioni di entrare a far parte del loro organico legale.............ma non credo che mi accetterebbero (senza nulla togliere ai legali che operano in quel settore , e che sono senz'altro benemeriti...!).

Naturalmente questi numeri non passano mai sugli organi di stampa.

Inoltre c' è l'incognita dei Giudici di Pace, o meglio del giudizio d'equità, perché in questo ognuno ragiona giustamente con la propria testa.......

E che dire della "manna" che piove dal cielo per gli avvocati delle assicurazioni..?......

L'ultima considerazione riguarda gli effetti di questa vicenda sui Giudici di Pace.

Infatti, se ad un avvocato di parte vengono pagate soprattutto le cause vinte, ad un Giudice di Pace tutti questi milioni di ricorsi porterebbero circa 60 euro a sentenza, alias 6.000.000 x 60 = 360.000.000 di euro (circa 700 miliardi di vecchie lire, che sono proprio il corrispondente della multa pagata allo stato dalle assicurazioni) che lo stato dovrà sborsare per pagare i Giudici di Pace.

Ora, mi domando, dove lo stato andrà a prendere questi sodi, se dai dirigenti delle associazioni dei consumatori, dalle compagnie assicurative, dagli avvocati delle associazioni dei consumatori, oppure dagli avvocati delle compagnie?

Certo, li chiederà anche a loro, ma con delle tasse generalizzate nei confronti di tutti noi; ecco la conclusione, io dovrò pagare la mia parte di rimborso del danno causato dalle assicurazioni attraverso le tasse, e con me tutti i pensionati al minimo ed i disoccupati che magari non possiedono neppure l'auto.

L'interrogativo di fondo riguarda dunque tale politica; è veramente a favore del cittadino oppure ne trrarrà vantaggio soprattutto qualche migliaio di soggetti che da questa 'operazione' guadagneranno legittimamente decine di miliardi?

Per questo, pur essendo io un avvocato, non condivido tutta questa enfasi giustizialista; non ho in tasca la soluzione al problema, nè pretendo di averla, ma non posso nemmeno tentare di cercarla senza tenere presente questi fatti.

Tentare una strada transattiva ( che preveda magari la restituzione attraverso un graduale sconto sui premi futuri) non è una cosa negativa per noi cittadini; potrebbe però frustrare le aspettative (naturalmente più che legittime) di tutti i soggetti che sopra ho elencato.

Per me, dal modo in cui si sta cercando di risolvere questa storia, la gente comune ha poco da guadagnare.

Patrizio Galeotti

 
Questo sito è curato dagli Avvocati Tommaso Milella e Vito Pasciolla
Copyright©2001-2003
hosted by