Associazione Avvocati e Praticanti di Acquaviva e Cassano
www.avvocatiacquavivacassano.it

Oltre lo Sciopero
contributo dell' Avv. Patrizio Galeotti

"Finchè la dura la rende". Sul significato di questa frase, il Prof. Cipriani ha scritto un piccolo e gradevolissimo saggio sul numero 3-2006 di 'La Previdenza Forense'; è frase toscana che si riferisce alle cause, e corrisponde in termini 'volgari' al detto latino 'Dum pendent rendet'.

Questa frase pare sia, a sentir Bersani e Prodi, la causa principale del tanto discusso provvedimento di 'liberalizzazione'. Non devo certo spiegare a dei colleghi quello che viene da rispondere a cotanta superficialità e mistificazione della realtà.

Però a Bersani, oltre che far rimostranze, invece che astenersi dalle udienze senza rispettare i termini di preavviso, a mio parere dovremmo chiedere interventi specifici nel campo contabile e sugli studi di settore.

Per far funzionare meglio l'avvocatura (a beneficio di tutti) sarebbero utili provvedimenti che mirino a rendere uno Studio legale in grado di far fronte alla sempre più agguerrita concorrenza delle aziende, agenzie e c.a.f. che fanno di tutto e si stanno sostituendo a noi mediante consulenze e pratiche sottratte alla nostra legittima competenza; soluzioni normative che ci permettano di scaricare totalmente tutte le spese sostenute per l'aggiornamento, per le nuove tecnologie, per l'acquisto e l'utilizzo di una autovettura senza tema di vederci attribuiti in via presuntiva (calcolati non solo sui versamenti ma anche sui prelevamenti) guadagni inesistenti, con studi di settore fatti su modelli di redditività anglosassoni o comunque calibrati su una realtà che non esiste se non in poche isole felici. Ed infine sarebbe utile avere gratuito accesso alla banca dati della Cassazione, visto che già paghiamo le tasse per gli stipendi di chi la mantiene in vita.

L'avvocatura conosce realtà variegate e molto diverse tra loro: vi sono colleghi che hanno il problema di rientrare nei parametri (troppo alti) degli studi di settore (altro che evasione fiscale), oppure di garantirsi la continuità contributiva... Se almeno una volta vi è capitato questo, non sentitevi soli. Ma quanti di questi problemi vengono presi in considerazione e risolti dal 'decreto Bersani'?... E, soprattutto (e fatto ancor più grave..), quali soluzioni cercano di dare a tali problemi i nostri rappresentanti nazionali nel rispondere a Bersani?

Mi chiedo se nessuno parla di questi problemi per pudore, dovuto alla vecchia idea del decoro e della dignità legati non solo al comportamento ma anche al censo; o perché chi dovrebbe parlarne per risolverli, nemmeno sa che esistono perché vive in una realtà troppo lontana dalla nostra.

impressione è che si adotti un metro culturale di valutazione proprio di società dinamiche come quella USA (dove va avanti chi è più bravo, almeno così dicono), inapplicabile dove prevalgono probabilmente interessi di 'cosca e di cazzuola', di appartenenza politica, religiosa e di 'amicizia con chi conta'; dove chi è bravo spesso china la testa o fa la fame a causa della scarsa rilevanza data ai controlli sul rispetto delle regole. In questa situazione forse, lo dico serenamente, avere pochi clienti facendo la professione con dignità, è un motivo di merito e di orgoglio, anche se espone agli accertamenti molto di più di chi non rispetta le regole.

Ho chiesto a molte persone, quanto pensano che guadagni al mese (netto) un avvocato a Bari; la risposta pressoché univoca è stata che dovrebbe guadagnar di più, ma si ritiene veritiera una media di duemila, duemilacinquecento euro e dunque almeno 5.000 euro medi di incasso lordi, considerate le spese e le tasse.

Orbene, a Bari siamo in 10.000, tra avvocati e abilitati.. Se facciamo due conti secondo queste cifre, scopriamo che gli avvocati, facendo la fame (perché 2.000-2.500 euro al mese ci pongono tutti sulla soglia della povertà) dovrebbero pesare sull'economia della provincia per circa seicento milioni di euro all'anno... (mille e duecento miliardi delle vecchie lire).

Forse c'è qualche cosa che non quadra: ci sono cose che si sanno ma non si dicono. Mi chiedo, stufo di astensioni e di chiacchiere, quando cominceremo a trovar soluzioni a questo stato di cose? O lasciamo tutto alla 'livella' del mercato, che premierà non tanto i più bravi, ma chi ha le spalle più grosse, chi ha studi avviati, chi ha amici nei posti che contano; proprio coloro che Bersani vorrebbe colpire? Perché invece di dissertare solo di tariffe minime, che vanno certamente difese, non si contrattacca proponendo soluzioni equilibrate e sostenibili a questi problemi di cui mai si parla ma sempre si sussurra tra amici?

In una situazione dove i tribunali sono stracolmi di fascicoli che ne bloccano il buon funzionamento, si dovrebbe cercare di ridurre gli arretrati prevedendo delle tariffe stragiudiziali che premino chi, anche a causa avviata, riesca concludere una transazione, e che premino ancor di più, non togliendo i minimi, ma innalzandoli per le ipotesi di transazione promossa e guidata dall'avvocato, chi la causa non la fa iniziare per niente.

Cominciamo sottraendo gli Ordini dal ricatto politico di una campagna elettorale che inizia il giorno dopo l'insediamento; raddoppiamo il tempo di durata della carica e prevediamo l'ineleggibilità per più di un mandato, e questo anche per i colleghi di studio; avremo così meno remore in campo disciplinare; diamo trasparenza alle modalità di attribuzione degli incarichi filtrati dagli Ordini e dai Giudici.

Risolviamo il problema di centinaia e centinaia di procedimenti aperti in capo ad un solo avvocato, che da solo non può umanamente seguire, mettiamoci un tetto, cento, centocinquanta alla volta, non di più, stimolandolo a concludere quelle in corso aumentando i minimi dello stragiudiziale vincolandoli a parametri ancorati all'aver impedito il contenzioso o alla sua estinzione, prima di assumerne altre e contribuendo così alla redistribuzione del 'lavoro'; impedendo al contempo la proliferazione di cause inutili.

Non pare 'dignitoso' che ci sia chi ha problemi a mantenere la continuità contributiva, e al contempo ci sia qualcuno oltremodo lontano da questi problemi, soprattutto quando le regole del vero libero mercato e della bravura e competenza non sono la realtà.

Di fronte a questi problemi dovremmo riscoprire la vera solidarietà di categoria. Inutile storcere il naso di fronte a queste cose; avremmo dovuto pensarci prima, impedendo il quadruplicarsi degli iscritti in pochi anni, controllando le modalità di raccolta degli incarichi; adesso è tardi ed occorrono misure eccezionali ed idee nuove; altro che concorrenza e pubblicità. Ci vogliono idee e soluzioni adeguate alla realtà che viviamo.

Diamo credibilità a noi stessi aprendo gli occhi su queste cose e cercando di risolverle e poi sediamoci al tavolo della riforma della giustizia con le idee chiare su questi problemi e con soluzioni giuste ed eque per tutti, non solo con parole di altri tempi, o di altre realtà, che hanno valore per coloro ai quali il cambiamento interessa solo in quanto è bene che 'cambi tutto perché non cambi niente'.


Patrizio Galeotti

Associazione Avvocati e Praticanti di Acquaviva e Cassano
www.avvocatiacquavivacassano.it