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Master-Post-Eventum 10.03.03

"Crittografia e Diritto"
Prof. Avv. Giovanni Ziccardi
Avvocato in Modena. Associato di informatica giuridica all’Università “Statale” di Milano. Direttore della rivista Ciberspazio e diritto. Chairman della Italian Cyberspace Law Conference

Lunedì 10 marzo 2003 si è tenuta la 7^ lezione del Master, relatore il chiarissimo Prof. Avv. Giovanni Ziccardi che, lasciati i suoi impegni professionali a Modena (e quelli universitari a Milano, è "calato" nel tacco d'Italia per venirci a parlare di crittografia e diritto.

Questa lezione è stata caratterizzata da spunti tecnico informatici, che per essere compresi a fondo richiedevano una certa conoscenza della materia, non solo da un punto di vista giuridico. Devo dare atto al Prof. Ziccardi (miglior Giurista Informatico 2002) che il suo sforzo di rendere accessibile a tutto l'auditorio temi così diversi e lontani da quelli legali, per ricondurli e ricollegarli nell'alveo dell'informatica giuridica, è stato esemplare, e spero con questa mail di rendere merito al suo prezioso insegnamento.

Procediamo con ordine. Il punto di partenza è rappresentato da un concetto che dobbiamo sempre tener presente e ricordare a noi stessi ogni volta che osiamo addentrarci in quel mondo particolare che è l'informatica giuridica: la Sicurezza non si garantisce con la segretezza, ma Sicurezza uguale a Conoscenza (Ttrasparenza) del sistema. Può sembrare una contraddizione in termini, ma, in realtà, se riflettiamo bene, è una massima legata al buon senso.

Se voglio essere sicuro, il miglior sistema è essere padrone di ciò che faccio, avere la conoscenza piena e completa degli strumenti che uso, conoscere il codice sorgente del programma che utilizzo per garantire la mia privacy in modo da rendermi conto dei suoi punti deboli e quindi dei pericoli che corro e prendere le dovute contromisure.

Mi vengono in mente le parole di un padre della nostra cultura (di cui "qualcuno" ebbe a dire: "occorre impedire a quella mente di pensare", facendo seguire alle parole i fatti), che parlando di cultura, la definiva come "consapevolezza di ciò che siamo, della realtà in cui viviamo e del ruolo che abbiamo...".

La sicurezza in questa nuova realtà è cultura, e siamo tanto più " sicuri " quanto profonda è la nostra cultura (conoscenza); a questo punto mi domando, perchè sono sempre così insicuro di tutto? non sarò per caso ignorante?.....Mah....!!!.

Il merito del Prof. Ziccardi è quello di averci dato subito un esempio della portata di questo principio in campo giuridico. Di recente, un difensore ha eccepito (e la tesi gli è stata accolta) la non utilizzabilità delle prove raccolte dalla P.G. poiché questa non era in grado di fornire il codice sorgente del software utilizzato nelle attività di indagine; la motivazione era che la difesa non poteva esercitare in pieno le sue prerogative (costituzionalmente garantite) poiché gli veniva impedito di verificare se il processo tecnico informatico con il quale le prove erano state assunte, non avesse provocato un'alterazione delle stesse.

Come vediamo, anche la sicurezza del (sacrosanto) diritto alla difesa passa attraverso la conoscenza del sistema informatico.

D'altra parte, questo spiega anche il perché, in alcuni paesi come la Cina, l'apertura ai sistemi Microsoft passi attraverso la concessione del codice sorgente (ma qui bisogna fare attenzione, perché il governo cinese non lo rende pubblico, ma lo tiene per se e lo usa sia per sicurezza contro un eventuale pericolo di controllo da parte della Microsoft , sia per tenere sotto controllo i suoi cittadini).


Ma l'assunto Sicurezza uguale Conoscenza (Trasparenza) dovrebbe farci riflettere anche su alcuni aspetti della realtà giuridica che ormai da anni tutti ci troviamo a subire...

Facciamo un esempio. Chi non ha mai avuto a che fare con una CTU effettuata con strumentazione laser per la rilevazione dei piani e delle distanze?...Ebbene, sapete che i dati così rilevati dipendono da un algoritmo che determina la taratura dello strumento e che può essere facilmente alterato? Sapete che sempre questi dati vengono elaborati attraverso alcuni software di grafica vettoriale costosissimi e il cui codice sorgente è assolutamente segreto?..

Colleghiamo la cosa alla formula Sicurezza uguale Conoscenza (trasparenza) e traiamone le dovute conseguenze.. Già, le conseguenze...... Queste saranno irrisorie se il confine di un campicello o di un orto risulterà spostato di 5 o 10 cm, ma diventeranno enormi se la misurazione riguarda un'area con edifici di 100 o 200 metri di altezza nel centro di una metropoli.....

Ma andiamo oltre. Entriamo nel cuore della bellissima lezione del Prof. Ziccardi: la crittografia, cioè come rendere indecifrabile a terzi un'informazione per garantire la sua segretezza e fruibilità solo a coloro ai quali è destinata. "Galeotto fu il libro e chi lo scrisse....."in questo caso galeotta fu la mail e chi la postò.

Questa procedura, anche se sconosciuta al grande pubblico, in realtà dovrà essere approfondita dal giurista, perché coinvolge inevitabilmente ogni campo del diritto informatico, ripercuotendosi su privacy, diritti d'autore, firma digitale, documento informatico, diritti fondamentali dell'individo.


A questo punto devo necessariamente abbandonare lo stile discorsivo e colloquiale per entrare in un mondo assai più tecnico; cercherò di farlo con molta discrezione, rimanendo il più possibile intellegibile a tutti.

Inoltriamoci nella tecnica crittografica. Esiste in rete un programma "PGP", ideato da Philip Zimmermann, che nella versione PGP(i) (la "i" sta per "internazionale") può essere liberamene scaricato. Questo permette di rendere illeggibili le informazioni ( documenti ed altro) ai curiosi ( anche di livello governativo) e per questo negli USA la sua esportazione è proibita dall'ITAR ( international traffic arms regulations), essendo parificato ad un'arma da guerra ( basti pensare all'uso fattone dai terroristi internazionali).


Come sia stato possibile, nonostante l'ITAR, esportare fuori dagli USA questo programma, ha dell'incredibile.... Infatti l'esportazione del software espone chiunque a pene detentive fino a 10 anni e pecuniarie fino a 10 milioni di dollari. Ma i volumi cartacei contenenti il codice sorgente possono essere esportati e così è accaduto che siano stati portati in Europa, da dove si è ricostruito il programma nella vesione (i).

Alcuni Stati, come la Francia, hanno però adottato alcune cautele. Il cittadino francesce che volesse farne uso dovrà essere autorizzato, previa richiesta, dalle autorità.

Per rendere un'idea del livello di sicurezza del PGP, è sufficiente sapere che per ricostruire una chiave privata da 1024 bit, usando i computer più potenti, occorrerebbero un numero di anni corrispondenti a 57 seguito da 290 zeri ( e il PGP può creare chiavi anche a 2048 bit....!). Grosso modo lo stesso tempo che il nostro sistema giudiziario impiega per emettere una sentenza definitiva....!!....

Non vado oltre sul PGP(i), perché trovate il tutto in rete; basta digitare PGP su qualsiasi motore di ricerca.

Parliamo invece della crittografia: questa è l'insieme di tecniche di codifica/decodifica e autenticazione che permettono di mascherare un documento scritto in chiaro, per renderlo leggibile solo a determinate persone.

Nella lezione abbiamo sentito parlare di Crittografia Simmetrica (o a chiave singola), Asimmetrica ( chiave pubblica) e, aggiungerei, quella a tecnica mista, che le riassume. Premetto che il PGP (i) permette di usare queste tecnologie.

La Crittografia Simmetrica consiste in questo: io ho una chiave e la uso per codificare un testo; chiunque voglia leggerlo lo può fare adoperando la mia chiave, e solo quella.

Tale sistema può essere usato per rendere sicuri i documenti che non devono essere trasmessi ad altri, poichè in quest'ultimo caso dovrei trasmettere anche la chiave per decodificarli; questo è uno dei punti deboli di tale metodo, poichè nel trasferimento la chiave potrebbe essere intercettata.

Altro punto debole riguarda il fatto che l'utilizzo del metodo simmetrico da parte di più soggetti, rende insicura l'individuazione del mittente.

Per superare questi problemi, si è elaborato il metodo asimmerico a chiave pubblica. Si utilizza una coppia di chiavi (che in reatà sono un'unica chiave divisa in due, in modo che una e solo quella combaci con l'altra) una privata, che rimane di esclusiva conoscenza del mittente, ed una pubblica, che viene resa disponibile in rete in appositi elenchi (Keyservers). Io scrivo un messaggio e lo cripto con la chiave pubblica del destinatario e firmo con la mia chiave privata; il destinatario decripta applicando la sua chiave privata (che va a combaciare con quella pubblica da me utilizzata) e può riconoscere il mittente applicando la mia chiave pubblica (che è liberamente consultabile in rete) che va a sua volta a combaciare con quella privata da me usata (non essendo questo un trattato, ma un semplice resoconto, devo necessariamente semplificare).

Con questo metodo si ha segretezza e certezza del mittente. Il terzo metodo, quello a tecnica mista, riassume in sé le due tecniche sopradette. Ogni utente ha una coppia di chiavi privata e pubblica. Per ogni sessione viene generata una "chiave simmetrica di sessione" unica, la quale viene criptata con la chiave pubblica del destinatario, e viene spedita al destinatario insieme al messaggio. Il destinatario, per prima cosa decripta la chiave di sessione attraverso la sua chiave privata ed infine usa la chiave di sessione per decodificare il messaggio. Il vantaggio di questo sistema, oltre che nella doppia sicurezza (propria del sistema asimmetrico), sta nella velocità (che caratterizza quello simmetrico). A questo punto mi scuserete, ma le sinapsi mi si sono 'intrigate', per cui non rispondo più di quello che dirò in seguito, non essendo più "sicuro" di niente (anche perchè voglio accennare ad alcune tecniche di intrusione...).

Fin quì si è detto che la sicurezza è uguale a trasparenza; ma allora, la ricerca dell'anonimato in rete, come va inquadrata? Nel campo della libertà o in quello della copertura per commettere delitti?...... La risposta non è per me; per adesso sto ancora studiando per conoscere il fenomeno, sia dal punto di vista di chi si deve difendere dagli intrusi e dai curiosi, che da quello di chi lo usa per mantenere libero il web da spinte sempre più pressanti verso un controllo indiscriminato da parte del più forte.

Volevo anche parlare delle tecniche di attacco, dello scanning, dell'intrusione a forza bruta e con le carezzine, di buttsniff, nmap, di three-way-handshake, phf, whois.cgi, finger.cgi, di network file system, nbtstat.....smbclient (in ambiente unix)....., di mimetizzazione termo-ottica....... ma a ciascuno il suo..... Se un tecnico legge, si faccia avanti e ci spieghi pazientemente il tutto. Io in fondo sono soltanto un povero leguleio che non sa niente di informatica, e tutti questi termini per me sono arabo.....anzi Etrusco antico....(una scrittura ancora indecifrata).

Certo è che se vogliamo affrontare il problema della sicurezza informatica, le tecniche di aggressione devono essere conosciute, almeno a livello elementare, al fine di inquadrare sul piano giuridico le conseguenze che ne derivano.

Ma lasciamo i pesanti e difficili concetti tecnici per chiudere con qualche cosa di più divertente.

Il Prof. Ziccardi, accennando alla storia della crittografia, ci ha parlato del cifrario di Cesare, dei metodi usati dagli antichi Egizi per criptare le formule del Libro dei Morti riportate nelle sepolture. Tutte cose affascinanti; d'altra parte il geroglifico si presta benissimo ad essere usato come esempio di crittografia; basti pensare che la chive per leggerlo è la Stele di Rosetta che riporta un trattato internazionale in vaie lingue tra le quali il Greco antico (vera chiave di decodifica), oltre al Demotico ed al Geroglifico.

Ma altre notizie sul tema, estremamente affascinanti, riguardano il fatto che, mentre gli americani e gli inglesi riuscirono a decodificare i codici tedeschi e giapponesi, non accadde il contrario. Questo deve farci riflettere; infatti gli americani mandavano messaggi in codice usando i dialetti Pellerossa, che sfuggivano ad ogni logica matematica di codificazione, non vi era algoritmo capace di ricostruirli, figli come erano di culture fondate su presupposti logici diversi. La riflessione che viene naturale è che la globalizzazione, l'appiattimento culturale, se faranno tabula rasa della diversità, renderanno più vulnerabile ed indifeso il genere umano dal peggior nemico che questo abbia mai avuto, se stesso (in una antica preghiera, un vecchio capo indiano chiedeva al Grande Spirito di proteggerlo proprio dai suoi difetti, dalle sue debolezze.... una profezia?....od una grande saggezza che dobbiamo tenere sempre presente anche nella nuova era informatica...).

Non posso mancare di chiudere con una provocazione, questa volta di natura ludica:

qf mzfal hol itclbl hlzhfzl sts l vclabf htsbpscfbl qf zphlzhf slqqf rfpq.

In questa mail ho inserito un brano della Divina Commedia ed una mia frase che lo riguarda......... sapete dirmi qual' è?........ altro che PGP........

la soluzione è così semplice che è alla portata di mia figlia.........

buon divertimento e.....scusate la 'bischerata'.....

un saluto a tutti
Avv. Galeotti Patrizio

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