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Hacking e cybercrimes
Avv. Gianluca Pomante


 

Master-Post-Eventum 28.04.03

"Hacking e cybercrimes"
Avv. Gianluca Pomante
Avvocato in Teramo. Docente al "Master in Diritto economia e tecnologie informatiche" nell' Università di Camerino

Lunedì 28 Aprile al Master di Diritto delle Tecnologie Informatiche, L'Avv.Gianluca Pomante ha parlato dell'Hacking e del Cybercrimes, anticipando i temi con una lunga ed interessante dissertazione sull'informazione deviata che mi sento di condividere apertamente nei contenuti e nell'attenzione dimostrata al diritto alla libertà d'informazione e ad essere informati.

L'iniziale carrellata di simpaticisime vignette per rappresentare in modo piacevole la lezione ha creato subito un'atmosfera distesa e divertente.

L'importanza in una democrazia moderna (ma questo vale anche per il passato, ben lo sapevamo i Faraoni egizi, così come lo stesso Cesare), dell'informazione come strumento che consenta agli uomini di prendere le proprie decisioni a ragion veduta, è, come ben sappiamo, risaputa. Può quindi accadere che per influenzare le decisioni degli uomini (che in democrazia determinano il consenso e quindi anche la scelta di coloro che governano ed amministrano il potere), a qualc'uno possa venire in mente di manipolare le informazioni in modo da determinare una certa decisione invece che un'altra (decisione elettorale, ma anche sindacale o attinente ai gusti del consumo, dell'abbigliamento....o dello spettacolo....).

Se pensiamo che, come il simpaticissimo relatore ha ribadito, l'80% dell'informazione mondiale viene gestita solo da quattro agenzie, possiamo immaginare come, in caso di monopolizzazione da parte di “poteri forti” (che si annidano trasversalmente in ogni dove), questi potrebbero far passare solo le informazioni che riterrebbero opportune per perseguire i loro interessi..... quindi aumenterebbe il rischio di informazione deviata, e con esso quello sulla libertà delle persone che non potrebbero decidere, e quindi orientare il loro consenso, in maniera libera.

Vista l'importanza dell'informazione, non è fuori luogo osservare come oggi le guerre si cominciano (anzi, si preparano), si combattono, ed infine si assicura il governo ai vincitori attraverso l'informazione, anzi manipolando l'informazione.

Distruzione o inutilizzabilità delle informazioni (e degli strumenti che servono per divulgarle), oltre alla loro sostituzione o manipolazione per aumentare il “gradimento” del soggetto che esercita il potere e che ne cosente la divulgazione...; tutte queste cose hanno un unico obiettivo: l'utilizzo dell'informazione per scopi diversi da quelli suoi propri e cioè l'essere uno strumento imprescindibile per fondare le scelte umane sulla cognizione esatta della realtà, e permettere la possibilità che il libero scambio e il libero accesso all'informazione possano produrre il massimo beneficio per l'essere umano.

La peculiarità del Web fa si che vi circolino milioni di informazioni e queste, per la velocità con cui si formano e cambiano, difficilmente possono essere verificate ed eventualmente corrette, per cui siamo esposti ad informazioni che potrebbero essere deviate o vere senza poterle verificare....Un grande problema per l'uomo comune, una 'manna' per coloro che vogliono strumentalizzare l'informazione...... Ma non sottovalutiamo però anche la grande forza che il web ha nel permettere l'organizzazione di reti di controinformazione dove circolano dati diversi da quelli veicolati dall'informazione ufficale (purtroppo però, anche queste reti non danno la certezza delle notizie che vi passano).

L'Hacking, in questa realtà, assume spesso una valenza negativa, ma dobbiamo domandarci se questo è il frutto ancora una volta di informazione deviata........ Il bravo relatore, studioso dell'Hacking, ha spiegato come storicamente questo fenomeno non sia nato con scopi di manipolazione dell'informazione; anzi, per certi aspetti (a voler cogliere anche le sottigliezze) gli hacker sono proprio i nemici più pericolosi di coloro che possono e vogliono manipolare e deviare l'informazione, perchè hanno le capacità e le possibilità di “scoprire gli altarini”...di rompere le uova nel paniere... a chi ,per così dire, la vuol “fare sporca.....”.

A ben vedere, perciò, pare che la disinformazione su questi personaggi e su questa “attività” abbia una spiegazione più che plausibile.

L'importanza della libera circolazione della informazione si coglie subito attraverso un esempio fatto dall'Avv. Pomante: pensiamo un po' a quanto sarebbe più avanzata la scienza farmacologica se gli scenziati che lavorano nelle case farmaceutiche non fossero vincolati al segreto sulle loro scoperte...... lo stesso accade nel mondo informatico. Pensate un po' se esistesse solo la Microsoft........; pensate se le informazioni sui codici sorgente di certi programmi non fossero state accessibili: Linux non esisterebbe........e neppure questo Open Office con il quale vi scrivo.

Diceva Adolfo Beria di Argentine : “... un problema centrale dell'attuale società, qual è il diritto di informazione, richiede sicuramente un approccio interdisciplinare...”, parole quantomai sagge che ci fanno comprendere come le applicazioni della tecnologia informatica siano pervase in tutti i loro aspetti da questo problema.

Nell'Enciclopedia del Diritto, Aldo Loiodice ,alla voce Informazione (diritto alla), ci fa meglio comprendere come dobbiamo correttamente inquadrare il fenomeno: “ la libertà di informazione ......identifica .....il duplice ordine di situazioni soggettive connesse sia all'attività acquisitiva di conoscenze sia al comportamento attivo espressivo......”;
quindi diritto ad informarsi e ad essere informati. Sempre Adolfo Beria di Argentine precisa che l'art. 21 della Cost. garantisce espressamente solo quest'ultimo aspetto, ed aggiunge: “...il principio di una libera informazione si ispira ai criteri della pluralità, dell'accessibilità e della controllabilità del contenuto delle notizie.

La libertà, come situazione soggettiva, costituisce un presupposto per lo sviluppo del sistema nel senso di un miglioramento dell'intera politica dell'informazione, che coinvolga unitariamente la domanda e l'offerta di informazione, per una piena realizzazione di una normativa costituzionale adeguata alla società contemporanea....”.

Dunque l'informazione si presenta sotto un duplice aspetto; ma come garantire entrambi i diritti nel mondo informatico?

La risposta, secondo alcuni, deve tenere conto del mezzo di informazione e può variare.

Infatti, applicare il principio liberale della pluralità dei mezzi di informazione assume valenze diverse a seconda che si tratti di carta stampata (nella quale ognuno legge il giornale o la rivista che più gli aggrada, e difficilmente, salvo rare eccezioni da parte dei più illuminati, si acquistano giornali contrari al proprio modo di vedere), o di televisione (dove il comportamento del telespettatore, nonostante la possibilità di zapping, è determinato da altri fattori, complessi e che interagiscono tra di loro fino ad ottenere una realtà a sé stante).......

Partendo da queste premesse è giusto chiederci se il pluralismo dell'informazione in Internet possa essere una soluzione che da sola basta a risolvere i problemi che questa pone, o se in tale nuova realtà occorra ragionare diversamente.

Teniamo infatti in debito conto il fatto che mentre sulla stampa e in Tv esistono precise responsabilità in capo a chi “fa informazione”, disciplinate da norme anche penali (oltre che da codici di autoregolamentazione), nella rete siamo, per così dire, ancora in alto mare;
eppure il problema esiste ed ogni giorno diventa più complesso.

Un'aspetto nuovo, che con i tradizionali mezzi si era solo intravisto, riguarda poi il cosiddetto “effetto nebbia, per cui l'utente viene investito da miriadi di particelle infinitesimali nebulizzate che alla fine non lasciano intravedere molte realtà”, come ci dice Corso Bovio. Da tale riflessione possiamo comprendere come l'esigenza di traparenza e di verità assumano una dimensione diversa e più complessa (così come spesso accade quando parliamo di internet e nuove tecnologie), e rispondere all'esigenza della completezza e dell'obiettività dell'informazione con mezzi tradizionali, diventa arduo, se non impossibile.

Mi piace chiudere questa riflessione sull'informazione con le parole scritte da Giuseppe Corasiniti in un saggio Laterza degli anni '90, perchè a mio avviso sono ancora attuali per la loro capacità di proiettare il problema nel futuro: “L'informazione negli anni '90,.................non ha necessità di stecche di rinforzo o di sostegni che possano progressivamente trasformarsi, anche inconsapevolmente, in divisioni, muri, recinti o peggio reticolati. Essa deve perciò trovare al suo interno le ragioni e la forza che ne costituiscono l'essenza in una società civile e in una moderna democrazia: sapendosi porre come coscienza attenta e critica, stimolando il riconoscimento e la affermazione di nuovi diritti, di nuove aree di libertà e di solidarietà civile, di una cultura della comunicazione che sia anche comunicazione della cultura, e di una democrazia senza più ideologie e apparati, ma fondata sulle idee e sulla loro libera circolazione, e proprio per questo ancora più vera.”

Vi è un'altra riflessione del nostro relatore che fa pensare: “perchè se la tecnologia fa fare in 3 ore quello che prima si faceva in 8, le restanti 5 ore dobbiamo continuare a lavorare?........ Bella domanda ... meriterebbe una bella risposta, tipo “perchè siamo autolesionisti”.... Invece c'è molto di più sotto la cenere, e molti economisti lo hanno spiegato; pare tuttavia che non si riesca a far tesoro di certe cose.

Non pensate che la lezione si sia esaurita in questi discorsi.

Per la verità ha trattato anche dei crimini informatici, ma i famigerati articoli del codice penale (artt. 420, 615 e ss. 617, 621, 491 bis, 635bis, 640 ter, 648...) parlano da soli, anzi, a volte qualcuno vorrebbe fargli assumere anche significati e portata che non hanno, come nel caso di quei giudici che hanno applicato l'art. 648 (ricettazione) al caso del cd 'taroccato' acquistato per strada.....

Riguardo a questi temi, ciò di cui mi preme parlare attiene ad alcune riflessioni fatte, insieme al collega Pomante, dopo la lezione: cose che sembrano divertenti, ma che comunque devono fornire lo spunto per una riflessione più profonda.

Per capirci: se è reato accedere e danneggiare un sistema informatico (legge ormai datata), oggi, con i telefonini di nuova generazione, o con le automobili che viaggiano solo perchè c'è un sistema elettronico con relativo software che le fa muovere, possiamo stare tranquilli? Si, perchè se mia moglie in un momento di rabbia prende il mio cellulare ultimo modello e lo sbatte a terra, danneggia un marchingegno che qualche giudice potrebbe parificare ad un sistema informatico, visto che mi ci posso collegare ad internet, ci ricevo e spedico fax e tanto altro ancora....... Così pure, quando acquisto l'ultimo modello della Mercedes, acquisto anche i diritti sul software che la fa funzionare?...... Ma allora, se la porto da un meccanico non Mercedes (libero) e questo accede al sistema informatico della macchina per capire i guasti e ripararli, commette reato?...Ed ancora, se un mio cliente che vuole vendicarsi perchè ho perso (come accade spesso) l'ennesima causa, mi spacca tutta la macchina, viola anche i diritti del costruttore sul sistema informatico della vettura con cui navigavo in internet (potevo collegarmi al satellite) e che presiede a tutte le attività della macchina, potrò agire contro il danneggiatore (naturalmente mi riferisco alla tutela del sistema informatico)?

A prima vista certe cose sembrano assurdità giuridiche, ma un giudice inesperto (o mal consigliato), potrebbe essere facile preda di soluzioni che farebbero sorridere i più e disperare il malcapitato imputato....

La lezione si è chiusa poi con due interrogativi che vi giro.... port scanning: è accesso abusivo a sistema informatico? E net strike, è reato o no?...........

Belle domande, vero? La risposta alla prossima puntata.....nel frattempo, aspettando Andrea Monti, che il prossimo lunedì ci parlerà della formazione della prova nei processi di criminalità informatica.............vi mando

un saluto a tutti
Avv. Galeotti Patrizio

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