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Art. 3 dello Statuto “l'Associazione ha lo scopo di promuovere ed aggiornare la cultura giuridica e forense; valorizzare l’Avvocatura, anche nei suoi aspetti previdenziali; analizzare i problemi che  coinvolgono l’attività professionale della classe forense e proporre soluzioni alle competenti Autorità; divulgare i diritti di difesa della persona; promuovere lo sviluppo delle comunicazioni finalizzato all’esercizio della professione degli Avvocati anche attraverso la creazione e la gestione di una rete informatica…; collaborare con Autorità, Enti ed Associazioni; incoraggiare studi, pubblicazioni, manifestazioni, mostre ed esposizioni”.
 

   



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Giurisdizione e cyberspazio
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Aspetti fiscali nell’E-commerce
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L’atto amministrativo elettronico
Prof. Avv. Raffaele Guido
L’informatizzazione della Giustizia
Dott. Giuseppe Rana

Il processo telematico
Avv. Franco Zumerle
Hacking e cybercrimes
Avv. Gianluca Pomante


 

Master-Post-Eventum 14.04.03


"L’informatizzazione della Giustizia"
Dott. Giuseppe Rana
Magistrato presso il Tribunale di Bari. Referente per l’informatica giudiziaria presso la Corte d’Appello di Bari.

"Il processo telematico"
Avv. Franco Zumerle
Avvocato in Verona. Componente della Naming Authority e comitato di arbitrazione.

Volevo dare un'impronta storica a questo post-eventum, parlare dell'ORALITA', dell'IMMEDIATEZZA e della CONCENTRAZIONE partendo dalle teorie del vero padre della nostra procedura civile, 'Lodovico Mortara', che per primo elaborò questi concetti, attribuiti poi al più giovane e meglio 'ammanigliato' Chiovenda, allievo di un Liberal di destra come Scialoja, che seppe ben spendere la sua posizione politica per avere maggior credito presso il potere di quegli anni......(soprattutto durante il ventennio).

Come stavo dicendo, volevo tentare una previsione sul futuro di questi concetti, nella loro applicazione a quello che sarà il processo Telematico.

Nella nostra storia processual civilistica recente tali concetti sono stati messi duramente alla prova, e restano ancora in attesa di completa attuazione.

Infatti, verso gli anni '50, l'oralità dovette fare i conti e si infranse contro lo scoglio della penna d'oca e del calamaio dei cancellieri; ed il rito del lavoro introdotto negli anni '70 per rilanciare proprio l'oralità e gli altri principi al fine di velocizzare il Processo ebbe ad arenarsi in una struttura logistica della giustizia incapace di far fronte alla grande mole di cause che il conflitto sociale, dopo l'entrata in vigore dello statuto dei lavoratori contribuì a creare (considerate anche le cause di previdenza e quelle contro il servizio sanitario nazionale per l'assistenza obbligatoria, quelle Agrarie e di Locazione.......).

Nel futuro prossimo che si va delineando, grazie alle nuove tecnologie, il processo immaginato da Mortara si trova ad una svolta epocale: potrebbe finalmente diventare una realtà......oppure scomparire del tutto a seguito di un processo non più basato sul confronto diretto, immediato ed orale, ma su documenti elettronici scambiati alla velocità della rete....oppure potrebbe dar vita ad una realtà del tutto nuova, caratterizzata da un'istruttoria preliminare veloce fatta con atti elettronici e dalla discussione orale realizzata con tecnologie nuove come la video conferenza ed il riconoscimento vocale, che potrebbero in breve tempo soppiantare anche la stenotipia nel processo penale.

Tuttavia, per ragioni di spazio, ho scelto di restare ancorato al presente, prestando attenzione ai contenuti esposti in maniera chiara e lucida dai relatori del Master, il dott. Rana, e l'avv.Zumerle, che ci hanno parlato dell'informatizzazione della Giustizia e del Processo Telematico.

Il Consigliere Rana, della Corte di Appello di Bari, ha aperto parlando dell'evoluzione dell'informatizzazione della giustizia, e delle sue prospettive in ordine al processo telematico, ripercorrendone velocemente le tappe: dalla nascita del CED della Cassazione al famoso progetto (nato nel 1999), di una rete unica della giustizia per il collegamento e lo scambio di dati tra le varie cancellerie e sedi dei Tribunali italiani. Per finire, dulcis in fundo, ci ha parlato della bellissima e riuscita esperienza bolognese che con il progetto 'POLIS' (dal nome del software lì elaborato), permette a chi possiede PW e Username, di accedere direttamente alla banca dati dei fascicoli dei procedimenti aperti davanti al Tribunale.

Naturalmente, come spesso accade sotto i cieli italiani, un buon progetto, può, per carenza di fondi, segnare il passo.

Non è del tutto inutile o fuori luogo immaginare il motivo per cui l'informatizzazione della giustizia ed il processo telematico (che sono due cose distinte) sian costrette a temporeggiare, perché ragionare sulle strumentalizzazioni e le opposizioni ci aiuta a rendere la via più spedita, evitando le soluzioni insidiose.

Si pensa spesso, sbagliando, che il malcontento degli italiani verso la giustizia sia legato solo al mal funzionamento del processo penale.

Si trascura così una realtà che coinvolge il cittadino in misura assolutamente più grande e capillare: il processo civile e quello del lavoro....; Il malcontento, la sfiducia di un popolo verso la giustizia, può essere a volte strumentalizzato per incentivare riforme ambivalenti, che pur indicate come necessarie per la garanzia dei diritti democratici, in realtà fanno rabbrividire chi studia silenziosamente il diritto, chi, pur non avendo voce in capitolo, ha però quel tanto di conoscenza tecnica e di onestà intellettuale per poter intravedere pericoli per gli istituti liberali che sono il pilastro di uno stato democratico. Così, partendo da queste considerazioni preliminari, i problemi del processo telematico sembrano più comprensibili.

Se il problema è la giustizia che non funziona, ingolfata da milioni di procedimenti che non arrivano a sentenza, quale migliore soluzione se non investire per implementare uno strumento tecnologico come l'informatica?

Tuttavia, vi può essere la tentazione di migliorare il funzionamento della giustizia accompagnandolo ad un controllo indiretto su di essa da parte del sistema politico (una disgrazia scientificamente e storicamente provata). In quest'ottica, la soluzione tecnologica può rappresentare un'arma a doppio taglio, che assicura,paradossalmente, una trasparenza estrema sul controllato, ma anche sul controllore, e che quindi può essere osteggiata.....magari senza darlo a vedere.

Le ragioni di questa 'doppia trasparenza' sono sotto gli occhi di tutti. Quale cosa migliore per poter controllare l'operato, la coerenza e la produttività (l'efficienza) di un giudice, rispettando i principi liberali della autonomia e della divisione dei poteri, se non concretizzare il principio che sottostà alla pubblicità delle udienze e della sentenza, attraverso la trasparenza che assumerebbe l'operato di un giudice del quale si possono leggere in rete le sentenze, gli atti, la nomina dei CTU e le relazioni degli stessi;
poter verificare se un avvocato vinca spesso cause davanti ad un giudice il quale ricorra anche a interpretazioni contrastanti, pur di far vincere l'amico.....o l'appartenente allo stesso circolo ricreativo (sic..... per non parlare di altro......). Insomma, ciò permetterebbe di dare alla giustizia quella trasparenza necessaria perchè non si ripetano quegli spiacevoli episodi che ogni tanto ricorrono sulle pagine dei quotidiani.

Ma ritorniamo al Master. Quando l'avv. Zumerle, portamento signorile ed elegante, ha iniziato a parlare, ha subito fatto intuire che la sua, più che una austera lezione, sarebbe stata un interessante viaggio nel mondo del processo telematico, con esempi divertenti che spiegano gli aspetti più complicati della materia ; come adesempio la rappresentazione della firma elettronica a doppia chiave pubblica e privata, fatta con una banconota strappata a metà.

Riguardo al documento elettronico e alla sua utilizzabilità, oltre all'esame delle normative di riferimento, DPR 445/00, DPR 123/01 e D.Min. 27/03/00 n.264, mi preme riportare un'affermazione che rende l'idea dei problemi che in questo campo il processo telematico deve affrontare e l'obiettivo che deve raggiungere, " così come abbiamo elaborato la tecnica della perizia calligrafica (che, preciso per i più distratti, non è quella sulle dolorose.... anomalie delle estremità di alcuni) per verificare l'originalità del documento, ora dobbiamo elaborare un altro sistema per ottenere lo stesso risultato con i documenti elettronici...".

Naturalmente non è mancata una breve ed esaustiva ricognizione storica sulle tecniche crittografiche.

Per chiudere, vorrei porre l'attenzione su alcuni aspetti che ritengo vadano esattamente inquadrati.

Nel prevedere i termini entro cui poter inviare i documenti informatici e la loro scadenza, dovremo ragionevolmente considerare che l'avvocato non rinuncerà all'abitudine di depositare i propri atti negli ultimi cinque minuti, nella speranza di rendere difficoltosa all'avversario la risposta alle sue argomentazioni, per cui è ipotizzabile il sovraffollamento delle linee e del server proprio in questi minuti di scadenza dei termini, che adesso sono individuati con l'ora di chiusura al pubblico delle cancellerie, ma che in futuro potrebbero essere inviati in qualunque momento.

Se poi si estende la possibilità di inviare documenti nell'arco delle 24 ore, occorrerà munirsi di un collegamento h24 (adsl ?) che permetta di ricevere atti ad ogni ora, oppure stabilire che l'invio si perfeziona nel momento che il documento è a disposizione nel server della rete giustizia........

Da queste semplici considerazioni emerge evidente quello che sarà uno dei punti deboli del sistema, il server in cui stazioneranno i documenti e da cui transiteranno....... il server da cui estrarre i file di log, da cui risalire agli orari e ai contenuti degli atti notificati al fine di dirimere possibili contestazioni.....e insieme al server, altro punto cruciale sarà l'amministratore dellostesso, persona che dovrà essere professionalmente all'altezza e la cui attività dovrà essere disciplinata in modo da essere considerato un pubblico ufficiale come lo è un Ufficiale Giudiziario o un Cancelliere........

Altro aspetto evidenziato dal chiarissimo avv. Zumerle è la rivoluzione che dovrà coinvolgere l'organizzazione dello studio legale, protocolli di sicurezza e di archiviazione ... per i quali un ruolo guida e di riferimento essenziale, a mio avviso, dovrà essere giocato dai Consigli degli Ordini attraverso corsi di aggiornamento professionale.

La strada è lunga, stretta e piena di difficoltà, ma la tecnologia non si ferma, o impariamo ad usarla oppure questa accelererà così tanto la realtà che se il processo non si adeguerà, rischierà di rimanere bloccato da milioni di fascicoli che ne impediranno il funzionamento..... Non vedo altre vie per risolvere questo problema:........ dobbiamo tirarci su le maniche e lavorare, studiare e superare tutti i problemi, tecnici e politici, non tanto per realizzare un nostro sogno, quanto per fare il bene del nostro Paese......e della nostra gente, oltre che il nostro, ovviamente.

un saluto a tutti
Avv. Galeotti Patrizio

 
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