Volevo
dare un'impronta storica a questo post-eventum, parlare dell'ORALITA',
dell'IMMEDIATEZZA e della CONCENTRAZIONE partendo dalle teorie
del vero padre della nostra procedura civile, 'Lodovico Mortara',
che per primo elaborò questi concetti, attribuiti poi
al più giovane e meglio 'ammanigliato' Chiovenda, allievo
di un Liberal di destra come Scialoja, che seppe ben spendere
la sua posizione politica per avere maggior credito presso il
potere di quegli anni......(soprattutto durante il ventennio).
Come stavo
dicendo, volevo tentare una previsione sul futuro di questi
concetti, nella loro applicazione a quello che sarà il
processo Telematico.
Nella nostra storia processual civilistica recente tali concetti
sono stati messi duramente alla prova, e restano ancora in attesa
di completa attuazione.
Infatti,
verso gli anni '50, l'oralità dovette fare i conti e
si infranse contro lo scoglio della penna d'oca e del calamaio
dei cancellieri; ed il rito del lavoro introdotto negli anni
'70 per rilanciare proprio l'oralità e gli altri principi
al fine di velocizzare il Processo ebbe ad arenarsi in una struttura
logistica della giustizia incapace di far fronte alla grande
mole di cause che il conflitto sociale, dopo l'entrata in vigore
dello statuto dei lavoratori contribuì a creare (considerate
anche le cause di previdenza e quelle contro il servizio sanitario
nazionale per l'assistenza obbligatoria, quelle Agrarie e di
Locazione.......).
Nel futuro
prossimo che si va delineando, grazie alle nuove tecnologie,
il processo immaginato da Mortara si trova ad una svolta epocale:
potrebbe finalmente diventare una realtà......oppure
scomparire del tutto a seguito di un processo non più
basato sul confronto diretto, immediato ed orale, ma su documenti
elettronici scambiati alla velocità della rete....oppure
potrebbe dar vita ad una realtà del tutto nuova, caratterizzata
da un'istruttoria preliminare veloce fatta con atti elettronici
e dalla discussione orale realizzata con tecnologie nuove come
la video conferenza ed il riconoscimento vocale, che potrebbero
in breve tempo soppiantare anche la stenotipia nel processo
penale.
Tuttavia,
per ragioni di spazio, ho scelto di restare ancorato al presente,
prestando attenzione ai contenuti esposti in maniera chiara
e lucida dai relatori del Master, il dott. Rana, e l'avv.Zumerle,
che ci hanno parlato dell'informatizzazione della Giustizia
e del Processo Telematico.
Il Consigliere
Rana, della Corte di Appello di Bari, ha aperto parlando dell'evoluzione
dell'informatizzazione della giustizia, e delle sue prospettive
in ordine al processo telematico, ripercorrendone velocemente
le tappe: dalla nascita del CED della Cassazione al famoso progetto
(nato nel 1999), di una rete unica della giustizia per il collegamento
e lo scambio di dati tra le varie cancellerie e sedi dei Tribunali
italiani. Per finire, dulcis in fundo, ci ha parlato della bellissima
e riuscita esperienza bolognese che con il progetto 'POLIS'
(dal nome del software lì elaborato), permette a chi
possiede PW e Username, di accedere direttamente alla banca
dati dei fascicoli dei procedimenti aperti davanti al Tribunale.
Naturalmente,
come spesso accade sotto i cieli italiani, un buon progetto,
può, per carenza di fondi, segnare il passo.
Non è del tutto inutile o fuori luogo immaginare il motivo
per cui l'informatizzazione della giustizia ed il processo telematico
(che sono due cose distinte) sian costrette a temporeggiare,
perché ragionare sulle strumentalizzazioni e le opposizioni
ci aiuta a rendere la via più spedita, evitando le soluzioni
insidiose.
Si pensa spesso, sbagliando, che il malcontento degli italiani
verso la giustizia sia legato solo al mal funzionamento del
processo penale.
Si trascura
così una realtà che coinvolge il cittadino in
misura assolutamente più grande e capillare: il processo
civile e quello del lavoro....; Il malcontento, la sfiducia
di un popolo verso la giustizia, può essere a volte strumentalizzato
per incentivare riforme ambivalenti, che pur indicate come necessarie
per la garanzia dei diritti democratici, in realtà fanno
rabbrividire chi studia silenziosamente il diritto, chi, pur
non avendo voce in capitolo, ha però quel tanto di conoscenza
tecnica e di onestà intellettuale per poter intravedere
pericoli per gli istituti liberali che sono il pilastro di uno
stato democratico. Così, partendo da queste considerazioni
preliminari, i problemi del processo telematico sembrano più
comprensibili.
Se il problema
è la giustizia che non funziona, ingolfata da milioni
di procedimenti che non arrivano a sentenza, quale migliore
soluzione se non investire per implementare uno strumento tecnologico
come l'informatica?
Tuttavia,
vi può essere la tentazione di migliorare il funzionamento
della giustizia accompagnandolo ad un controllo indiretto su
di essa da parte del sistema politico (una disgrazia scientificamente
e storicamente provata). In quest'ottica, la soluzione tecnologica
può rappresentare un'arma a doppio taglio, che assicura,paradossalmente,
una trasparenza estrema sul controllato, ma anche sul controllore,
e che quindi può essere osteggiata.....magari senza darlo
a vedere.
Le ragioni
di questa 'doppia trasparenza' sono sotto gli occhi di tutti.
Quale cosa migliore per poter controllare l'operato, la coerenza
e la produttività (l'efficienza) di un giudice, rispettando
i principi liberali della autonomia e della divisione dei poteri,
se non concretizzare il principio che sottostà alla pubblicità
delle udienze e della sentenza, attraverso la trasparenza che
assumerebbe l'operato di un giudice del quale si possono leggere
in rete le sentenze, gli atti, la nomina dei CTU e le relazioni
degli stessi;
poter verificare se un avvocato vinca spesso cause davanti ad
un giudice il quale ricorra anche a interpretazioni contrastanti,
pur di far vincere l'amico.....o l'appartenente allo stesso
circolo ricreativo (sic..... per non parlare di altro......).
Insomma, ciò permetterebbe di dare alla giustizia quella
trasparenza necessaria perchè non si ripetano quegli
spiacevoli episodi che ogni tanto ricorrono sulle pagine dei
quotidiani.
Ma ritorniamo
al Master. Quando l'avv. Zumerle, portamento signorile ed elegante,
ha iniziato a parlare, ha subito fatto intuire che la sua, più
che una austera lezione, sarebbe stata un interessante viaggio
nel mondo del processo telematico, con esempi divertenti che
spiegano gli aspetti più complicati della materia ; come
adesempio la rappresentazione della firma elettronica a doppia
chiave pubblica e privata, fatta con una banconota strappata
a metà.
Riguardo
al documento elettronico e alla sua utilizzabilità, oltre
all'esame delle normative di riferimento, DPR 445/00, DPR 123/01
e D.Min. 27/03/00 n.264, mi preme riportare un'affermazione
che rende l'idea dei problemi che in questo campo il processo
telematico deve affrontare e l'obiettivo che deve raggiungere,
" così come abbiamo elaborato la tecnica della perizia
calligrafica (che, preciso per i più distratti, non è
quella sulle dolorose.... anomalie delle estremità di
alcuni) per verificare l'originalità del documento, ora
dobbiamo elaborare un altro sistema per ottenere lo stesso risultato
con i documenti elettronici...".
Naturalmente
non è mancata una breve ed esaustiva ricognizione storica
sulle tecniche crittografiche.
Per chiudere, vorrei porre l'attenzione su alcuni aspetti che
ritengo vadano esattamente inquadrati.
Nel prevedere i termini entro cui poter inviare i documenti
informatici e la loro scadenza, dovremo ragionevolmente considerare
che l'avvocato non rinuncerà all'abitudine di depositare
i propri atti negli ultimi cinque minuti, nella speranza di
rendere difficoltosa all'avversario la risposta alle sue argomentazioni,
per cui è ipotizzabile il sovraffollamento delle linee
e del server proprio in questi minuti di scadenza dei termini,
che adesso sono individuati con l'ora di chiusura al pubblico
delle cancellerie, ma che in futuro potrebbero essere inviati
in qualunque momento.
Se poi si estende la possibilità di inviare documenti
nell'arco delle 24 ore, occorrerà munirsi di un collegamento
h24 (adsl ?) che permetta di ricevere atti ad ogni ora, oppure
stabilire che l'invio si perfeziona nel momento che il documento
è a disposizione nel server della rete giustizia........
Da queste
semplici considerazioni emerge evidente quello che sarà
uno dei punti deboli del sistema, il server in cui stazioneranno
i documenti e da cui transiteranno....... il server da cui estrarre
i file di log, da cui risalire agli orari e ai contenuti degli
atti notificati al fine di dirimere possibili contestazioni.....e
insieme al server, altro punto cruciale sarà l'amministratore
dellostesso, persona che dovrà essere professionalmente
all'altezza e la cui attività dovrà essere disciplinata
in modo da essere considerato un pubblico ufficiale come lo
è un Ufficiale Giudiziario o un Cancelliere........
Altro aspetto
evidenziato dal chiarissimo avv. Zumerle è la rivoluzione
che dovrà coinvolgere l'organizzazione dello studio legale,
protocolli di sicurezza e di archiviazione ... per i quali un
ruolo guida e di riferimento essenziale, a mio avviso, dovrà
essere giocato dai Consigli degli Ordini attraverso corsi di
aggiornamento professionale.
La strada
è lunga, stretta e piena di difficoltà, ma la
tecnologia non si ferma, o impariamo ad usarla oppure questa
accelererà così tanto la realtà che se
il processo non si adeguerà, rischierà di rimanere
bloccato da milioni di fascicoli che ne impediranno il funzionamento.....
Non vedo altre vie per risolvere questo problema:........ dobbiamo
tirarci su le maniche e lavorare, studiare e superare tutti
i problemi, tecnici e politici, non tanto per realizzare un
nostro sogno, quanto per fare il bene del nostro Paese......e
della nostra gente, oltre che il nostro, ovviamente.
un saluto
a tutti
Avv. Galeotti Patrizio
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