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il Garante «una proroga non opportuna»
(Il
Sole 24 Ore - A. Cherchi - sabato 30 ottobre - art. pag. 25)
Il
testo ufficiale del decreto legge ancora non c'è, ma la proroga
al 30 giugno 2005 delle misure di sicurezza salva-privacy si può
considerare cosa fatta.
Un'operazione nata nelle stanze della Funzione pubblica e di cui,
fino all'ultimo, gli uffici legislativi del ministero della Giustizia
e della stessa presidenza del Consiglio sono rimasti all'oscuro. Per
non parlare di quelli del Garante. In questi giorni, anche gli uomini
dell'Authority hanno dovuto rincorrere le voci, alla ricerca di conferme.
Ora che queste prendono sempre più corpo, aumentano di pari
passo anche le perplessità sulla necessità del differimento.
«Il problema — spiega Giovanni Buttarelli, segretario
generale del Garante — non è la proroga in sé,
quanto il fatto che si dà un segnale di un certo tipo sulla
politica di protezione dei dati.
E poi si tratta di un intervento disarmonico».
La proroga fa slittare dal 31 dicembre prossimo al 30 giugno l'adeguamento
delle banche dati alle nuove misure minime di sicurezza previste dal
Codice della privacy.
Tra queste, anche il documento programmatico sulla sicurezza, che
in sé non è una misura nuova, ma la cui portata è
stata ampliata dal Codice.
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